Cerimoniale ANA - Gruppo Alpini Roncegno

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Cerimoniale ANA

Gli Alpini


CERIMONIALE ANA

Approvato dal Consiglio Direttivo Nazionale
15 febbraio 2003
 

PRESENTAZIONE



Da quando ho iniziato a presenziare alle varie manifestazione associative ho avuto modo di rilevare i differenti comportamenti nell’organizzazione e mi sono così convinto che la forma non è proprio il nostro forte.
Infatti noi Alpini siamo sempre armati di buona volontà e animati dal sacro fuoco del far bene ma, talvolta non ci accorgiamo che anche la forma ha sua importanza, soprattutto durante il compimento di atti solenni quali: l’Alzabandiera, gli Onori ai Caduti ecc..
In questi casi è opportuno che la preparazione di questi atti venga curata sin nei minimi particolari per evitare che la non perfetta esecuzione possa comprometterne l’elevato significato morale.
E’ quindi opportuno che vengano regolamentati in modo tale che ci sia uniformità in ambito associativo.
Da questo è nata l’esigenza di raccogliere e disciplinare la materia perché, non dimentichiamocelo, siamo una Associazione d’Arma e l’uniformità di comportamento deve essere la regola.
Questa “libretta”, termine prettamente militare, dal titolo:”Cerimoniale A.N.A.”ha appunto lo scopo di disciplinare ed uniformare le modalità di esecuzione delle nostre manifestazioni associative.
Il Consiglio Direttivo Nazionale nella seduta del 15 febbraio 2003 ne ha approvato la pubblicazione che fa parte integrante del Regolamento Nazionale.
Mi auguro infine che venga accolta come un fattivo contributo per migliorare ancora di più il tono delle nostre manifestazioni per il costante buon esempio che siamo abituati a dare alla comunità e per la considerazione che la stessa nutre nei nostri confronti.


Il Presidente Nazionale
Giuseppe Parazzini



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PREMESSA.........................................................................................................4

CERIMONIA ALPINA...........................................................................................5

MANIFESTAZIONI A CARATTERE NAZIONALE:.....................................................5

MANIFESTAZIONI A CARATTERE LOCALE:...........................................................5

CERIMONIE PARTICOLARI..................................................................................6

PIANIFICAZIONE...............................................................................................6

ORGANIZZAZIONE E PREPARATIVI.................................................................... 6

INVITI..............................................................................................................6

ADDOBBI E ALLESTIMENTI DEI LUOGHI E PERCORSI……………………………………….6

TRIBUNE..........................................................................................................7

ATTI DELLA CERIMONIA O MANIFESTAZIONE.................................................... 9

DOPO LA CERIMONIA.......................................................................................12

CERIMONIE PARTICOLARI................................................................................13

INNO DI MAMELI.............................................................................................15

TRENTATRE.....................................................................................................16

PREGHIERA DELL’ALPINO..................................................................................16


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Premessa

Lo scopo di questa “libretta” è di definire le modalità di esecuzione delle manifestazioni e cerimonie associative al fine di facilitare l’organizzazione e conferire la necessaria uniformità nei comportamenti.
Responsabile della cerimonia (cerimoniere)
Fermo restando che il responsabile primo di ogni cerimonia alpina è sempre il Presidente o il Capogruppo che programma la cerimonia è, ciò non di meno indispensabile che per qualsiasi manifestazione organizzata dall’Associazione Nazionale Alpini (nessuna esclusa) deve essere prevista la nomina di un Responsabile della Cerimonia (più propriamente Cerimoniere), cioè un responsabile del coordinamento di tutti gli aspetti e di tutte le fasi di: pianificazione, organizzazione ed esecuzione della cerimonia, il quale deve dirigere e coordinare eventuali responsabili di settore, che da lui dipendono.
Al fine di non essere distratto da altre incombenze, è opportuno che il Responsabile della Cerimonia non sia il Capogruppo o il Presidente di Sezione che, nell’ambito della manifestazione, ha altri ruoli ed incombenze.



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CERIMONIA ALPINA

Ogni cerimonia alpina si compone di più fasi: pianificazione, organizzazione e svolgimento, può avere carattere nazionale o locale o assumere aspetti particolari. Saranno perciò esaminate nell’ordine:
a) Pianificazione: definizione del tipo di cerimonia, luogo e data di svolgimento e risultato che si spera di ottenere.
b) Organizzazione:
a) inviti;
b) allestimenti, addobbi e percorsi;
c) accordi, permessi e concorsi militari;
d) pubblicità e comunicazioni e servizio fotografico;
e) doni, corone, attestati, decorazioni;
f) servizio di sicurezza;
g) servizio d’ordine;
h) parcheggi, segnaletica, movieri;
i) servizio sanitario;
j) collegamenti;
k) speaker e scaletta degli interventi;
l) aspetti formali.
c) Atti della cerimonia o manifestazione:
a. alzabandiera;
b. accoglienza Autorità ed invitati di riguardo;
c. ammassamento;
d. durata;
e. ordine di sfilamento;
f. segnali d’onore, inni, marce;
g. S. Messa: in chiesa, all’aperto, preghiera dell’Alpino;
h. onori ai Caduti;
i. saluti e allocuzioni;
j. consegna premi e attestati;
k. onori finali;
l. deflusso Autorità;
m. pranzi, rinfreschi, ranci alpini.
d) Dopo la cerimonia:
a. ringraziamenti;
b. pulizia, riordino, archiviazione.



Manifestazioni a carattere nazionale:


a. adunata nazionale;
b. cerimonie commemorative locali definite a carattere nazionale.



Manifestazioni a carattere locale:


a. raduni di raggruppamento;
b. raduni sezionali;
c. raduni di gruppo.


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Cerimonie particolari


a. esequie;
b. giuramenti;
c. inaugurazione di sedi;
d. scoprimento di monumento, cippo, targa;
e. consegna di nuovo Vessillo o Gagliardetto;
f. premiazioni e consegna di attestati.

PIANIFICAZIONE


La pianificazione di ogni manifestazione o cerimonia deve avvenire con un congruo anticipo segnalando al livello superiore data, luogo e modalità per consentire il necessario coordinamento e la programmazione degli altri impegni nonché tutte le azioni e richieste da inoltrare agli Enti interessati.


ORGANIZZAZIONE E PREPARATIVI


INVITI

Gli inviti devono essere normalmente:
− limitati alle Autorità civili, militari ed ecclesiastiche in ambito locale (l’elenco dovrà essere sempre aggiornato);
− essere inviati con adeguato anticipo (almeno 20 giorni);
− possibilmente, scritti o stampati, su carta da lettera o cartoncino intestati e contenere:

a. il programma particolareggiato, stampato sull’invito o allegato allo stesso;
b. l’indicazione della Sezione o Gruppo che organizza la manifestazione;
c. la località, data ed orario di afflusso;
d. l’autorità che pronuncerà l’allocuzione;
e. l’ubicazione dei parcheggi;
f. l’indicazione se “è gradita la presenza della gentile Signora”;
g. l’indicazione se deve essere confermata la presenza “R.S.V.P.” e quindi il recapito anche telefonico e fax;
h. evitare nel modo più assoluto di riportare sull’invito il “menu” dell’eventuale pranzo.

L’invito al Presidente Nazionale deve essere rivolto dal Presidente di Sezione e, qualora sia rivolto dal Capogruppo, deve contenere l’indicazione che il Presidente di Sezione è stato preventivamente avvertito onde evitare che ad una manifestazione di gruppo sia presente il Presidente Nazionale senza che il Presidente della Sezione ne sia a conoscenza.
Il Consigliere nazionale di riferimento dovrà essere sempre invitato e, qualora non sia presente il Presidente nazionale o uno dei Vicepresidenti nazionali, sarà lui a rappresentare il Presidente Nazionale.


Addobbi e allestimenti dei luoghi e percorsi.


Il luogo dove si svolge la cerimonia o, almeno la sua parte principale, nonché il percorso dell’eventuale sfilamento devono essere, possibilmente, decorati con bandiere tricolori esposte alle finestre e sugli edifici prospicienti. Si rammenta che la Bandiera nazionale è a bande verticali verde, bianco, rosso (il rosso è a destra di chi guarda) e solo così deve essere esposta (striscioni, orifiamma ecc.). Il percorso della sfilata dovrà essere scelto tenendo conto di alcuni accorgimenti meglio precisati nel capitolo “svolgimento della cerimonia o manifestazione” lettera “e” (ordine di sfilamento).


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Tribune.


Devono essere di numero e dimensioni tali da poter consentire a tutte le Autorità e gli invitati che prevedibilmente saranno presenti di accedere agevolmente.
Il palco delle Autorità non deve essere assolutamente addobbato con la Bandiera Nazionale mentre potranno essere utilizzati nastri monocolore o coccarde tricolori.
La tribuna d’onore deve essere dotata anche di un ingresso posteriore per consentire a coloro che, per motivi diversi, dovessero accedere o lasciare la tribuna durante la cerimonia senza arrecare disturbo. Qualora non risulti conveniente approntare le tribune, lo spazio destinato alle Autorità o agli ospiti di riguardo, dovrà essere transennato o delimitato con corde da roccia (ben evidenziate), ecc.

1. Pedane.
Vengono normalmente collocate sul davanti ed ai lati della tribuna delle Autorità alle quali deve essere però garantita una perfetta visibilità e debbono essere adibite alla sistemazione dei gruppi Bandiera e del Labaro.

2. Leggii.
Devono essere di altezza tale da consentire un comodo e sicuro appoggio per i fogli del testo da leggere ed essere collegati con l’impianto di amplificazione. ( in caso di manifestazioni serali o notturne dovrà essere prevista anche un’adeguata illuminazione)

3. Addobbi.
E’ assolutamente vietato utilizzare la Bandiera Nazionale per scopi puramente decorativi. Dovranno invece essere utilizzati festoni od orifiamma policromi o monocolore da sistemare in modo tale da decorare con sobrietà e, soprattutto, da nascondere eventuali punti o pareti che sia conveniente non esporre alla vista delle Autorità e degli invitati.

4. Transenne.
Devono essere sistemate in modo tale da non permettere al pubblico di invadere le aree della cerimonia che si vogliono mantenere sgombre. I tratti aperti per l’accesso di Autorità, labari, vessilli, ecc, devono essere presidiati da apposito personale, possibilmente munito di segni di riconoscimento (cartellini, bracciali, uniformi particolari).
Ricordare che la transennatura sulla pubblica via è soggetta ad autorizzazione comunale

a. Accordi e permessi: concorsi militari.
L’ente preposto all’organizzazione della cerimonia deve ovviamente chiedere con congruo anticipo i permessi necessari alle Autorità civili locali.
Per richiedere invece gli eventuali concorsi militari (fanfare, cori, picchetti armati, materiali vari), secondo le direttive di cui alla circolare n. 30 del 5 aprile 2000, la richiesta deve essere inoltrata dalla Sezione, anche se la manifestazione è a livello di Gruppo, solo ed esclusivamente alla Sede Nazionale, che provvederà ad inoltrare la richiesta alle Autorità competenti.

b. Pubblicità e comunicazioni: servizio fotografico e comunicati stampa.

L’evento deve essere adeguatamente pubblicizzato, anche in relazione alla rilevanza della manifestazione tramite i giornali e le televisioni locali per conferirle il giusto risalto e dare la possibilità al maggior numero di persone di essere a conoscenza dell’evento. Se è stata prevista l’esposizione di locandine, queste devono essere esposte con congruo anticipo e devono essere in regola con le eventuali disposizioni fiscali sulle affissioni
Per questa attività sarebbe opportuno che fosse nominato un “addetto stampa” che si occupi solo di questo aspetto della manifestazione.
Se è previsto un servizio fotografico della manifestazione questo deve essere svolto in modo tale da non intralciare le fasi della cerimonia e da evitare che gli operatori transitino o comunque sostino nelle vicinanze del Labaro Nazionale o della Bandiera di guerra se presente.

c. Doni, corone, attestati e decorazioni.
Tutti questi oggetti devono essere preparati con largo anticipo onde evitare sorprese dell’ultimo momento e custoditi in modo tale da essere immediatamente disponibili al momento della consegna.

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I destinatari devono essere preavvertiti ed istruiti in ogni particolare sulle modalità della cerimonia di consegna. Qualora sia previsto uno scambio di doni, crest, targhe ecc, con Autorità, Reparti o Rappresentanze, dovranno essere presi preventivi accordi per evitare di mettere in imbarazzo “a sorpresa” il ricevente.

d. Servizio di sicurezza.
L’argomento riguarda la sicurezza del personale e dei punti sensibili e dei mezzi partecipanti alla cerimonia. Particolare cura deve essere posta nel collegamento con gli organi preposti (Carabinieri e Polizia di Stato) al fine di impedire che malintenzionati possano confondersi con la massa e creare motivo di turbamento alla manifestazione stessa o arrecare danni.

e. Servizio d’ordine.
E’ preposto alla corretta esecuzione delle disposizioni impartite dal Responsabile della cerimonia.

f. Parcheggi, segnaletica, movieri.
I parcheggi devono essere possibilmente ubicati in zone viciniori alla zona dell’ammassamento o del punto focale della manifestazione, devono essere opportunamente segnalati e custoditi da movieri che, avendo preventivamente organizzato l’area di parcheggio, indichino il luogo ove parcheggiare la vettura o eventuali bus
Sarebbe inoltre opportuno che l’itinerario di accesso alla zona della manifestazione fosse adeguatamente segnalato, onde evitare inutili e affannose ricerche ai partecipanti.

g. Servizio Sanitario.
Deve essere organizzato in funzione della manifestazione e quindi prevedere, se del caso, uno o più posti di medicazione, una o più ambulanze. Nel caso che la cerimonia si svolga in località non accessibile ai mezzi sarebbe opportuno predisporre un collegamento con il servizio eliambulanze della località più vicina.

l. Collegamenti.
Due tipi di collegamenti devono essere previsti: uno per l’amplificazione per gli speaker e gli oratori e un secondo per il personale di servizio (accertarsi della loro efficienza)
Quest’ultimo deve collegare, come minimo, il Responsabile della cerimonia ed i responsabili dei settori (Capo del Servizio d’ordine, Dirigente servizio sanitario, Autorità di P.S., Comandante dello schieramento, ecc).

m. Speaker, scaletta degli interventi.
La figura dello speaker deve essere prevista ogni qualvolta sia possibile e dovrà avere a disposizione un valido sistema d’amplificazione.
Il suo compito consiste nell’illustrare al pubblico ed alle Autorità i momenti della cerimonia, pertanto dovrà essere munito del dettagliato programma della cerimonia dal quale ricaverà una scaletta degli avvenimenti e sulla quale dovrà adeguatamente prepararsi, in modo tale da tenere sempre desta l’attenzione del pubblico, evitando i tempi morti e le sempre pericolose improvvisazioni.
Dovrà però evitare eccessi di retorica ricercando quella moderazione e semplicità da sempre caratteristica degli Alpini.

n. Aspetti formali.
Ogni manifestazione dell’Associazione Nazionale Alpini deve sempre essere contraddistinta dalla modestia e frugalità proprie dell’Alpino, ma anche da quella dignità che l’Associazione si è conquistata nel tempo, pertanto anche gli aspetti formali rivestono la loro importanza; perché se è vero che l’abito non fa il monaco, è altrettanto vero che contribuisce a farlo; quindi coloro che nella manifestazione hanno il compito di rappresentare l’Associazione, hanno il dovere di vestire in maniera adeguata alla solennità dell’occasione.
Pertanto i Presidenti (Nazionale e di Sezione) i componenti del Consiglio Direttivo Nazionale il Collegio dei Revisori dei Conti ed i componenti della Sede Nazionale sono tenuti ad indossare un abito scuro (giacca e cravatta) I Capigruppo, a seconda dell’occasione, potranno indossare la tenuta del Gruppo, qualora sia stata adottata.
Il Cappello Alpino dovrà essere calzato durante la cerimonia, ad eccezione di quanto riportato nel capitolo relativo alla Santa Messa.


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ATTI DELLA CERIMONIA O MANIFESTAZIONE


a. Alzabandiera.
Normalmente ogni cerimonia ha inizio con l’Alzabandiera.
Trattandosi questo di un atto di alto significato morale ed etico poiché il Tricolore rappresenta la nostra Patria, per la quale tanti Alpini hanno dato la vita, la sua esecuzione dovrà avvenire in modo austero ma significativo.
Dopo aver individuato il luogo, nel quale dovrà esserci, ovviamente, il pennone apposito, il Responsabile della cerimonia dovrà effettuare preventivamente una ricognizione per verificare dove collocare: la fanfara (se disponibile) il Picchetto armato (se disponibile) e le Autorità nonché il pubblico; occorre poi reperire la Bandiera e posizionarla preventivamente sul pennone e legarla agli appositi ganci;
Infine, si dovrà individuare l’Alpino che sarà incaricato di effettuare l’alzabandiera ed addestrarlo sulle operazioni che dovrà eseguire.
All’inizio della cerimonia il Responsabile della cerimonia darà il comando “Alzabandiera”,
- la fanfara (o la tromba) eseguirà i TRE squilli d’attenti seguiti (se presente la fanfara) dall’Inno Nazionale;
- solo dopo i TRE squilli e alle prime note dell’Inno Nazionale (se presente la fanfara), l’addetto alla Bandiera darà inizio al movimento di innalzamento, coordinandolo con la musica in modo tale da completare l’operazione in coincidenza con il termine dell’Inno Nazionale;
- alle prime note dell’Inno Nazionale TUTTI i presenti dovranno salutare militarmente ad eccezione: degli eventuali militari alle armi inquadrati, degli Alfieri e delle scorte mentre TUTTI indistintamente dovranno accompagnare la musica con il canto. (vedi testo in appendice), mentre gli amici o aggregati dovranno assumere la posizione di “attenti” e togliere il copricapo eventualmente portato. Si rammenta che l’equivalente del saluto militare per chi è a capo scoperto, è la mano destra portata all’altezza del cuore.

Altrettanto importante è la cerimonia dell’ammainabandiera in quanto segna l’atto conclusivo della cerimonia o manifestazione e deve essere eseguita con le stesse prescrizioni illustrate per l’alzabandiera.

b. Accoglienza Autorità ed invitati di riguardo.
La massima Autorità viene, di norma, accolta dalla più alta carica dell’A.N.A. presente, ovvero dal Presidente di Sezione se la manifestazione è a livello sezionale o congiuntamente dal Capogruppo e dal Presidente della Sezione se la manifestazione è di gruppo.
Per tutte le altre Autorità dovrà essere istituito un servizio di accompagnamento che farà capo al Responsabile della cerimonia.
Il Responsabile della cerimonia o persona da lui delegata, dovrà inoltre rendere, preliminarmente, edotte le Autorità sugli eventuali spostamenti da eseguire. ( onori ai caduti, palco per allocuzioni, ecc.)
Se sono state approntate tribune o palchi dovrà essere nominato un coordinatore che indichi alle Autorità ed agli altri invitati il posto di competenza.
Al termine della cerimonia gli accompagnatori dovranno indicare alle Autorità ed agli invitati il luogo dell'eventuale rinfresco e/o pranzo oppure riaccompagnare gli ospiti ai loro automezzi.

b. Ammassamento
Qualora sia previsto l’ammassamento, questo dovrà essere previsto in una zona di facile accessibilità e le conseguenti operazioni dovranno essere temporalmente contenute specie se il tempo atmosferico non sia il più propizio (freddo intenso, caldo eccessivo, pioggia battente), onde evitare una prolungata permanenza non giustificata.

c. Durata.
La durata massima di una manifestazione che comprenda:
- alzabandiera;


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- deposizione corona e/o inaugurazione monumento;
- allocuzioni;
- Santa Messa;

non dovrebbe superare complessivamente gli 80-90 minuti

d. Ordine di sfilamento.
Il percorso non dovrebbe superare i 1500-1800 metri, essere preferibilmente in piano o in leggera discesa, consentire lo sfilamento, almeno per 8 - 9 e, nel caso in cui si preveda una grossa affluenza di pubblico, è bene che sia transennato, soprattutto in corrispondenza della zona in cui è stata eretta la tribuna d’onore.
La composizione dello sfilamento, per uniformità delle manifestazioni dell’Associazione Nazionale Alpini, deve essere improntata ai seguenti criteri:
- fanfara;
- Gonfalone del Comune ospitante (eventuale);
- Gonfaloni dei Comuni, Provincia e Regione (eventuali);
- Vessilli e Labari di Associazioni NON alpine (quando presenti);
- Autorità civili e Rappresentanze Militari;
- Corona (eventuale);
- Labaro, ( se presente) scortato dal Consiglio Direttivo Nazionale. Qualora non sia presente, il Consigliere nazionale di riferimento ed eventualmente gli altri Consiglieri nazionali presenti prenderanno posto con le Autorità e rappresentanze militari;
- Vessillo della Sezione organizzatrice della cerimonia scortato dal Presidente e dal C.D.S;
- Vessilli delle altre Sezioni scortati dal rispettivo Presidente o da un suo delegato;
- Gagliardetti;
- 2° fanfara (eventuale);
- Alpini, in unico blocco.

Tra i pezzi musicali che la fanfara esegue durante la sfilata è assolutamente vietato eseguire sia l’Inno nazionale e che “la leggenda del Piave” in quanto essi trovano la loro corretta esecuzione rispettivamente: nella cerimonia dell’alzabandiera e nella cerimonia degli “onori ai Caduti”.

e. Segnali d’onore, inni. marce.
Nella descrizione dei singoli atti verranno specificati le musiche appropriate.

f. Santa Messa: in chiesa, all’aperto, Preghiera dell’Alpino.
La funzione religiosa può essere celebrata in chiesa o all’aperto.
1. Santa Messa celebrata in chiesa:
- all’inizio la tromba suona uno squillo d’attenti, i Vessilli ed i Gagliardetti assumono la posizione di saluto, dopo qualche secondo la tromba esegue il segnale di riposo ed i Vessilli e i Gagliardetti ritornano sulla posizione di riposo;
- all’elevazione la tromba esegue gli stessi segnali dell’inizio ed altrettanto faranno i Vessilli ed i Gagliardetti, ed il coro se presente potrà eseguire alcune “cante” concordate con il celebrante
- al termine della comunione dei fedeli, prima della liturgia di chiusura, dovrà essere letta la Preghiera dell’Alpino nella versione allegata alla presente “libretta”, preceduta da uno squillo d’attenti da parte della tromba e, al termine, dal segnale di riposo.

Si rammenta che la versione allegata è valida solo per le manifestazioni organizzate dall’Associazione Nazionale Alpini.
Durante la funzione religiosa dovranno tenere il cappello alpino in testa solo ed esclusivamente il personale di servizio (coro, trombettiere, alfieri, lettore della Preghiera dell’alpino, personale del servizio d’ordine e, qualora previsto, il personale che serve messa o affianca o porta il feretro durante le esequie funebri) TUTTI gli altri presenti devono togliere il cappello alpino all’ingresso in chiesa.
Si rammenta che anche il personale di servizio al momento in cui riceve l’Eucaristia deve comunque togliersi il Cappello alpino.
Il cappello dovrà essere indossato da TUTTI i presenti solo per la lettura della Preghiera dell’alpino.
2. Santa Messa celebrata all’aperto


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Tutti gli atti previsti per la Santa Messa in chiesa sono validi anche per la funzione all’aperto, ad eccezione del fatto che rimanendo solitamente in piedi, TUTTI terranno il Cappello Alpino in testa.

3. Disposizioni comuni:
Quando sia presente il Labaro, questo dovrà posizionarsi, preferibilmente, con la sua scorta alla sinistra dell’altare (a destra per chi guarda l’altare), in posizione possibilmente elevata rispetto alla posizione del Vessilli e dei Gagliardetti, che saranno posizionati, preferibilmente, sullo stesso lato, mentre a destra dell’altare (a sinistra per chi guarda l’altare) prenderanno posto, se presente, il coro e la tromba, nonché gli eventuali Gonfaloni presenti ed i Labari delle Associazioni non alpine.
Gli alfieri e le scorte dovranno rimanere in piedi per tutta la durata della funzione religiosa e sono esentati dall'eseguire il “segno della croce”, quando previsto.

g. Onori ai Caduti.
Per conferire all’atto la solennità e il rispetto dovuto a coloro che hanno pagato con il bene della vita l’attaccamento ai nostri ideali, questo dovrà essere eseguito con austera cerimonia. L’atto si estrinseca solitamente con la deposizione di una corona d’alloro al monumento o cippo che li ricorda. Si rammenta che dovrà essere approntata la corona e dovranno essere scelti i due portacorona (di statura e abbigliamento omogenee) tra gli Alpini del Gruppo o della Sezione che organizza la cerimonia e che gli stessi siano stati opportunamente addestrati al compito assegnato (prendere in consegna la corona, effettuare una ricognizione del percorso, posizione di partenza, luogo della deposizione, ecc.).
La cerimonia ha solitamente inizio con lo schieramento del Reparto militare, se presente e degli altri partecipanti.
Il Comandante del picchetto armato o il Responsabile della cerimonia da:
− l’attenti e ad alta voce dice “Onore ai Caduti”;
− la fanfara o il trombettiere esegue tre squilli d’attenti, seguiti da ”La leggenda del Piave” (se presente la fanfara);
− subito dopo (o solo alle prime note de “la leggenda del Piave”, se eseguita), i Portacorona iniziano il movimento con passo lento e sincrono verso il monumento o cippo;
− le Autorità che accompagnano la Corona devono essere in numero limitato e, comunque, non possono mancare: il più alto Rappresentante dell’A.N.A. (Presidente Nazionale o suo rappresentante (Vicepresidente nazionale o Consigliere nazionale di riferimento, Presidente di Sezione qualora non siano presenti i Rappresentanti nazionali), la più alta Autorità militare presente, il Sindaco (o suo rappresentante) della località ove si svolge la cerimonia e la più alta Autorità civile presente (Prefetto, Questore, Ministri, Parlamentari ecc.);
− sul luogo della deposizione i portacorona adageranno la Corona e si disporranno ai lati della stessa, rivolgendosi verso le Autorità assumendo la posizione di attenti e così resteranno senza salutare;
− l’Autorità più alta (trattandosi di cerimonia dell’A.N.A. si identifica nel Rappresentante dell’Associazione) avanzerà sino a toccare con la mano la Corona e poi retrocederà sino a mettersi in riga con le altre Autorità;

− la fanfara, che sino a quel momento ha continuato a suonare “la leggenda del Piave”, cesserà e dopo qualche istante la tromba solista intonerà il “silenzio” (sempre e solo quello d’ordinanza)
− TUTTI i presenti, le Autorità che hanno scortato la Corona e gli Alpini, dovranno salutare con la mano al cappello. Solo gli Alpini inquadrati in Reparto, nonché gli Alfieri del Labaro, dei Vessilli e dei Gagliardetti e le loro scorte e, naturalmente anche i portacorona, sono esentati dal saluto individuale;
− al termine del “silenzio” la tromba darà il segnale di “riposo”e le Autorità riprenderanno il posto di competenza mentre i portacorona rimarranno sul posto per qualche minuto sino a quando si sarà sciolto l’assembramento dei presenti.

Si ribadisce che tra la fine de “la leggenda del Piave” e l’inizio del “silenzio” non devono essere eseguiti altri segnali (“riposo” e successivo “attenti”)

h. Saluti ed allocuzioni.
Di norma le allocuzioni devono precedere la celebrazione della S. Messa e non dovrebbero superare come massimo i 5 minuti per ciascun oratore anche in relazione al numero degli interventi. La

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successione degli stessi dovrà avvenire in ordine inverso al rango e all’importanza degli oratori ed iniziano sempre con il saluto del rappresentante dell’Ente organizzatore (Capogruppo o Presidente di Sezione) che provvederà poi a presentare gli oratori:
L’ultimo a prendere la parola dovrà essere tassativamente la più alta carica dell’Associazione presente (Presidente Nazionale o chi lo rappresenta, Vicepresidente nazionale o Consigliere Nazionale di riferimento, Presidente di Sezione) ad eccezione del caso in cui sia presente una figura istituzionale (Ministro, Sottosegretario di Stato) che sarà così l’ultima a prendere la parola.

l. Consegna di premi o attestati.

La consegna di premi o di attestati sarebbe da evitare durante le cerimonie all’aperto per non appesantire il programma e soprattutto per non dilatare troppo i tempi.
Questa attività è opportuno che sia inserita nelle riunioni conviviali a carattere locale, mentre nelle cerimonie alpine si proceda solo all’eventuale scambio di ricordini (crest, targhe, guidoncini, oggetti caratteristici, ecc).

m. Onori iniziali e finali al Labaro dell’Associazione
Qualora sia presente il Labaro devono essergli resi gli onori di competenza:
- tre squilli d’attenti seguiti dall’Inno degli Alpini (trentatre)
- alle prime note del “trentatre” il Labaro accompagnato dalla sua scorta inizia il movimento per assumere o, per lasciare, il luogo della cerimonia e la musica continua sino a quando il Labaro non abbia assunto la posizione assegnata o, al termine della cerimonia non sia più visibile dal luogo della stessa.

n. Deflusso delle Autorità.
Deve essere organizzato con la stessa cura riservata alle altre fasi della cerimonia. Il personale accompagnatore, coadiuvato dall'annuncio dello speaker, guiderà le Autorità e gli ospiti al luogo ove si svolgeranno le attività successive (rinfresco, pranzo, cena, visite a mostre, esibizioni di cori o fanfare, ecc), curerà che gli spazi a loro destinati non vengano occupati da altri presenti che non hanno titolo.
Il Presidente di Sezione e/o il Capogruppo che hanno organizzato la manifestazione saluteranno alla partenza le personalità più importanti intervenute.

o. Rinfreschi, pranzi e ranci alpini.
Devono essere organizzati con parsimonia che, oltre tutto, è segno di buon gusto e di stile.
Nei pranzi con posti a tavola è opportuno che vengano riservati dei tavoli alle Autorità ed agli invitati di riguardo, collocati, possibilmente, in posizione centrale ed opportunamente identificati con cartellini segnaposto.




DOPO LA CERIMONIA

a. Notizie e resoconti.
L’addetto stampa della manifestazione, qualora sia stato nominato, provvederà ad informare gli organi di stampa fornendo anche l’elenco completo delle Autorità intervenute che avrà accuratamente predisposto senza tralasciare nessuno ed eventualmente una sintesi delle loro allocuzioni nonché del materiale fotografico e/o video che dovesse essere eventualmente disponibile.

b. Pulizia, riordino e archiviazione
Lasciare il luogo della manifestazione più pulito ed in ordine di come lo si è trovato costituisce un punto d’onore irrinunciabile per tutta l’Associazione Nazionale Alpini.
Pulizia e riordino pertanto devono essere preorganizzati ed eseguiti il più rapidamente possibile e con la più scrupolosa attenzione onde ridurre al minimo il disturbo alla comunità locale.
Altrettanta cura dovrà essere posta alla archiviazione dei documenti di tutta l’organizzazione e completati da un resoconto sintetico delle eventuali manchevolezze e/o disguidi occorsi al fine di farne tesoro per le prossime manifestazioni.

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c. Ringraziamenti
Anche per i ringraziamenti si dovrà porre particolare attenzione onde non dimenticare nessuno di coloro che hanno contribuito comunque al buon esito della manifestazione



CERIMONIE PARTICOLARI


Esequie.
I simboli dell’Associazione Nazionale Alpini (Labaro, Vessillo, Gagliardetto) intervengono alle celebrazioni funebri solo in casi determinati e NON devono essere abbrunati.
Il Labaro interviene SOLO per il funerale del Presidente Nazionale in carica o di chi ha ricoperto tale carica.
Il Vessillo interviene solo nei casi in cui il Consiglio Direttivo di Sezione ne abbia autorizzato la presenza, altrettanto per i Gagliardetti.
E’ implicito che i simboli che rappresentano gli organi dell’Associazione intervengono solo alle esequie di Soci, e sempre che la famiglia dell’estinto sia consenziente, mentre per gli Alpini NON soci non dovrebbero essere presenti i simboli dell’Associazione ma viene comunque lasciata la facoltà alle realtà locali di presenziare a meno con i simboli associativi.
E’ invece obbligatorio per tutti gli alpini che partecipano alla cerimonia funebre portare il Cappello Alpino.
In chiesa valgono le stesse norme della Santa Messa alle quali si rimanda; (compresa la lettura della Preghiera dell’Alpino nella versione riportata in appendice).
Durante il trasporto del feretro a spalla, i portatori devono tenere il Cappello Alpino in testa.
Se durante la cerimonia funebre i portatori (o altri) formano un picchetto d’onore ai lati del feretro, questi devono tenere il cappello alpino in testa e dovranno rimanere in piedi per tutta la durata della cerimonia e sono inoltre esentati dall’effettuare il “segno della croce”
Giuramenti.
Trattandosi di cerimonie organizzate dall’Autorità militari l’A.N.A. si deve attenere alle disposizioni emanate dalla stessa.
I giuramenti possono essere:
- interni;
- esterni.

Sono giuramenti interni quelli che si svolgono nell’ambito delle strutture militari e sono organizzati dai Comandi Militari. L’A.N.A. interviene, se invitata, come ospite e deve, pertanto, comportarsi di conseguenza;
Nei giuramenti esterni, detti solenni, l’A.N.A. può, con le note modalità, (ovvero richiesta della Sezione alla Sede Nazionale) proporre una o più sedi di svolgimento e, qualora concesso, potrà, in collaborazione con il Comando Militare, concorrere alla organizzazione.
Solo in occasione di questi ultimi potrà essere richiesta la presenza del Labaro dovrà essere autorizzata dal Consiglio Direttivo Nazionale.
Inaugurazioni di Sedi.
Questa attività viene normalmente inserita in una manifestazione di più ampia portata che di solito comprende una sfilata, la celebrazione della Santa Messa, ecc.
La Sede da inaugurare dovrà essere preparata con l’ingresso alla stessa aperto ed un nastro tricolore a sbarrarne l’accesso.
La più Alta Autorità (dell’A.N.A. o meno) dopo la Benedizione impartita dal Sacerdote presente provvederà a tagliare il nastro inaugurando ufficialmente l’opera.
Anche per questa attività occorre che il Responsabile della cerimonia abbia predisposto una scaletta e che si sia preparato il materiale occorrente (nastro tricolore, forbici, ecc)
Scoprimento di monumento o cippo, targa.
Anche questo atto è normalmente inserito in una più complessa manifestazione della cui scaletta deve avere la parte che merita.

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Anche in questo caso il Responsabile della cerimonia deve preventivamente far preparare il monumento o cippo o targa coperto da un drappo, possibilmente“Tricolore”.
Il drappo che ricopre l’opera deve essere posizionato in modo tale che l’Autorità, preposta allo scoprimento, possa farlo scivolare senza intoppi.
Dopo lo scoprimento il Sacerdote presente provvederà alla benedizione.
Lo scoprimento di un monumento o di un cippo NON prevede alcun taglio di nastro.
Una Sede, una strada, ecc si INAUGURA, con taglio di nastro.
Un monumento, un cippo, una targa si scopre togliendo il drappo (tricolore o meno) che la ricopre.
Consegna di un nuovo Vessillo o Gagliardetto.
Durante la sfilata il simbolo viene portato arrotolato e prima della celebrazione della Santa Messa verrà spiegato e tenuto nelle mani della “madrina, il Sacerdote provvederà alla Benedizione dello stesso e passerà poi nelle mani del Presidente Sezionale che lo porgerà al Capogruppo e da questi all’Alfiere, per il gagliardetto del Gruppo.
Il Vessillo di Sezione dovrà passare dalle mani del Presidente Nazionale o da chi lo rappresenta al Presidente di Sezione e da questi all’Alfiere della Sezione.
Premiazioni di gare o concorsi e consegna di attestati.
Qualora si ravvisi la necessità di organizzare una cerimonia specifica per l’attività di cui sopra, questa dovrà rispecchiare le direttive della presente “libretta” tenendo presente che sarà opportuno conferire alla stessa un adeguato risalto che rispecchi le nostre tradizioni e che contribuisca a dare una visibilità concreta della nostra Associazione.


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Inno di Mameli

Fratelli d’Italia,
l’Italia s’è desta;
dell’elmo di Scipio
s’è cinta la testa.
Dov’è la vittoria?
le porga la chioma;
chè schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamoci a corte,
siam pronti alla morte.
L’Italia chiamò.
Noi siam da secoli
calpesti e derisi,
perché non siam popolo
perché siam divisi.
Raccoltaci un’unica
bandiera, una speme;
di fonderci insieme
già l’ora sonò.
Stringiamoci a corte,
siam pronti alla morte.
L’Italia chiamò.
Uniamoci, amiamoci!
L’unione e l’amore
rivelano ai popoli le vie del Signore.
Giuriamo far libero
il suolo natio;
uniti per Dio, chi vincer ci può?
Stringiamoci a corte,
siam pronti alla morte.
L’Italia chiamò.


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Trentatre

Dai fidi tetti del villaggio
I baldi Alpini son partiti;
mostran la forza ed il coraggio
della lor salda gioventù.
Sono dell’Alpe e bei cadetti,
nella robusta giovinezza,
dai loro baldi e forti petti
spira un’indomita fierezza.
Oh, valore alpin
difendi sempre la frontiera!
E là sul confin
Tien sempre alta la bandiera.
Sentinella all’erta
per il suol nostro italiano,
dove amor sorride
e più benigno irradia il sol.
Là tra le selve ed i burroni
là tra le nebbie fredde e il gelo,
piantan con forza i lor picconi
ed il cammin sembra più lieve.
Risplenda il sole o scenda l’ora
che reca in ciel l’oscurità,
il bravo Alpin vigila ognora
pronto a lanciare il “Chi va là?”
Oh, valore alpin
difendi sempre la frontiera!
E là sul confin
Tien sempre alta la bandiera.
Sentinella all’erta
per il suol nostro italiano,
dove amor sorride
e più benigno irradia il sol.


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Preghiera dell’Alpino

Su le nude rocce, sui perenni ghiacciai,
su ogni balza delle Alpi ove la provvidenza ci ha posto a baluardo fedele delle nostre contrade,
noi, purificati dal dovere pericolosamente compiuto,
eleviamo l'animo a Te, o Signore,
che proteggi le nostre mamme, le nostre spose, i nostri figli e fratelli lontani,
e ci aiuti ad essere degni delle glorie dei nostri avi.
Dio onnipotente, che governi tutti gli elementi,
salva noi, armati come siamo di fede e di amore.
Salvaci dal gelo implacabile,
dai vortici della tormenta,
dall'impeto della valanga,
fa che il nostro piede posi sicuro sulle creste vertiginose,
su le diritte pareti, oltre i crepacci insidiosi,
rendi forti le nostre armi contro chiunque minacci la nostra Patria,
la nostra Bandiera, la nostra millenaria civiltà cristiana.
E Tu, Madre di Dio, candida più della neve,
Tu che hai conosciuto e raccolto ogni sofferenza e ogni sacrificio di tutti gli Alpini caduti,
tu che conosci e raccogli ogni anelito e ogni speranza di tutti gli Alpini vivi ed in armi.
Tu benedici e sorridi ai nostri Battaglioni e ai nostri Gruppi.
Così sia.




Gruppo Alpini di Roncegno – Piazza Achille De Giovanni 1- 38050 – Roncegno Terme – (Tn) P.IVA/C.F.90012350220

 
17/03/2017
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