Storia del Gruppo - Gruppo Alpini Roncegno

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Storia del Gruppo

Il Gruppo
COSTITUITO NEL 1929


a cura di Marika Caumo


IL GRUPPO FU COSTITUITO IL 15 SETTEMBRE DEL 1929



Il gruppo fu costituito il 15 settembre del 1929. E' uno dei gruppi storici, tra i primi a venire fondati in Trentino. Tra i fondatori ci fu Bruno Dallfior, che fu nominato primo capogruppo, rimanendo in carica fino al 1935. Non sono molte le notizie di quel periodo, poche date, nomi e numeri che sono giunti fino ai giorni nostri. Nessuna immagine, se non quella della madrina del gagliardetto, la signorina Linda Pola, sorella del Legionario trentino Alberto Pola, caduto sul monte Grappa l’11 dicembre 1917.

Dopo Dallfior, alla guida del gruppo furono nominati Umberto Sandonà (1931-1935) e Giovanni Brodesco, con quest'ultimo che rimase in carica fino al 1943. Lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale e la chiamata alle armi di fatto causò lo scioglimento del gruppo. Un conflitto che a Roncegno terminò con la resa del paese il 2 maggio 1945 a seguito di un tragico bombardamento americano in cui persero la vita 9 civili. Vittime che si aggiunsero ai 39 caduti e dispersi sui vari fronti, soldati che non fecero più ritorno a casa.
Il tributo di sangue pagato da Roncegno conta anche i 107 soldati che la Grande Guerra del 1914-18 si portò via.


Il bombardamento del 2 maggio 1945 (proprietà dell'archivio storico di Roncegno)

Il 5 maggio 1945 è una data funesta per il paese. La guerra era ormai finita quando saltò in aria la sede comunale, già colpita dai fatti del 2 maggio.
"Al pian terreno, imprudentemente, erano state raccolte numerose granate di vario genere abbandonate dai tedeschi in fuga" scrive lo storico locale Giulio Candotti a pagina 34 del libro scritto nel 2002 per il 125° anniversario di fondazione del Corpo dei Vigili del Fuoco Volontari di Roncegno. L'incendio che si sviluppò, provocato o accidentale ancora è ignoto, distrusse l'edificio e tutti i documenti in esso contenuti. L'archivio storico del paese andò perduto. L'episodio è registrato anche negli archivi di Stato.
"Per puro caso, in questo disastro non si ebbe il morto; la signorina Oberosler Luciana, che si trovava nell'edificio, non potendo scendere dal giroscale invaso dal fuoco, si salvò saltando dal poggiolo, accolta dalle braccia robuste di Petri Luciano- continua Candotti nel suo scritto- Risultata insufficiente l'acqua aspirata dalla macchina Flader, tutta la popolazione accorse portando acqua con ogni tipo di recipiente, ma il pericolo costante dello scoppio delle granate, impedì un intervento più adeguato, e del municipio non rimasero che le mura esterne".


La sezione locale dell’Associazione Nazionale Alpini fu ricostituita otto anni dopo la fine della seconda guerra mondiale, nel 1953, sotto la guida del nuovo capogruppo Umberto Boccher. La cerimonia si tenne il 30 maggio 1954. Il compito di fare da madrina al gagliardetto fu affidato a Pierina Barbieri, moglie del maggiore degli alpini Iginio Kofler (Adria. 22.08.1897-11.02.1983). Una donna a modo, benestante, che in paese veniva chiamata "La Signora dei profumi". Un appellativo dovuto al fatto che in Veneto, dove viveva col marito, aveva un negozio di profumi. A Roncegno invece  avevano comprato una casa che prese il nome di Villa Kofler.
In occasione dell'inaugurazione poi, la signora Kofler regalò a ciascun alpino del Gruppo una piuma per il cappello, come ricordo della manifestazione. Fu una grande festa, organizzata dall'alpino e reduce Giovanni Pacher, che terminò con i discorsi di rito davanti al Municipio ristrutturato, la bicchierata nel giardino dell'albergo Vittoria, ed a seguire il pranzo.




RONCEGNO 30-05-1954


Dopo la ricostituzione del gruppo  si susseguono vari capigruppo.  Ad Umberto Boccher nel 1954 succede Giovanni Pacher. Anche quest'ultimo rimarrà in carica un solo anno, lasciando il posto a Umberto Sandonà (1955-1958), Dario Montibeller (1958-1961) e Carlo Cipriani (1961- 1962).

Nel 1961 le penne nere di Roncegno hanno dato il proprio contributo alla costruzione del Monumento ai Caduti, inaugurato il 4 giugno di quell'anno. Un iniziativa voluta e portata avanti dalla sezione locale dell'Associazione nazionale combattenti e reduci (Ancr) guidata dal ragioniere Gaetano Scanni. Madrina della cerimonia fu la Signora Emma Buffa, mamma dei fratelli Eugenio, Ferruccio e Guglielmo Rensi, caduti nel corso della Seconda guerra mondiale. Fu una cerimonia molto partecipata, con la presenza di autorità civili e militari, locali e nazionali.

Dagli articoli dei giornali dell'epoca, tra gli altri, si legge la presenza dei rappresentanti dell'Opera mutilati ed invalidi di guerra, del dottor Comper in rappresentanza del commissario del Governo, dell'arciprete decano di Borgo don Botteri, del dottor Segnana, assessore provinciale supplente, del presidente della Federazione Ancr di Treviso Pegoraro e rappresentante nazionale dell'Ancr di Roma, il presidente della Federazione Ancr di Trento cavalier Lumia ed il segretario cavalier Orlandi, il colonnello Bareggia, il dottor Catalano intendente di finanza, il presidente nazionale delle Famiglie Caduti e Dispersi in Guerra Bernardinetti ed il segretario Morfumi, i componenti del comitato provinciale Associazione Famiglie Caduti, il colonnello Rochowanskj, il colonnello Compagno, il comm. Fronner, il dottor Armellini della forestale, il cavalier Aste per gli ex Imi, il tenente Paliotto, comandante della tenenza dei Carabinieri di Borgo, Egidio Broli dell'Ancr di Vipiteno, il cavalier Bassetti ed il dottor Cetto di Levico, il fiduciario Anmi di Pergine, signor Vallazza, il signor Fuoli per l'associazione dei marinai in congedo, il presidente dell'associazione carabinieri Campestrini, Martinelli per l'Anf. C'erano poi le bandiere dele sezioni Ancr di Castelnuovo, Cavedine, Pieve Tesino, Roncegno, Borgo, Calliano, Enego, Rovereto, Caldonazzo, Levico; i labari degli ex Imi di Borgo, Trento e Rovereto, le sezioni Anf di Rovereto, Levico, Pergine, Borgo, Roncegno, Ospedaletto e quelle dell'Anmi di Castelnuovo, Strigno, Borgo, Pergine e Rovereto. Rappresentate anche l'Unuci di Rovereto, l'associazione aeronautica di Trento, il Museo del Risorgimento di Trento, le sezioni Famiglie Caduti e Dispersi di Ravenna, Trento, Strigno e Castelnuovo, gli alpini in congedo del Ferrarese, la finanza, la 3° Zona di Verona e la brigata Cadore.

Sempre dai pochi scritti conservati si sa che la cerimonia è cominciata alle 16 nella piazza del Municipio, con il corteo che ha attraversato le vie imbandierate, fino in Piazza Montebello. Qui la celebrazione della messa e lo scoprimento del monumento marmoreo. Al termine gli interventi delle autorità, con la lettura dell'elenco dei nomi dei caduti di Roncegno nelle due guerre, scritti su una pergamena. Il documento, tra la commozione generale, è stato posto dalla madrina nell'apposito loculo alla base del monumento, che è stato subito murato. Infine la deposizione di una corona d'alloro e un rinfresco, offerto alle autorità intervenute nelle sale del palazzo delle Terme.


4 giugno 1961, inaugurazione del Monumento (proprietà: Alberto Rensi)



Con gli anni prosegue il ricambio tra i capigruppo. A Carlo Cipriani succede nel 1962 Raffaele Pacher. Tre anni dopo tocca a Franco Amedeo Massarotto e nel 1968 a Carlo Murara. Nel 1970 prende la guida Luigi Pino Bernardi detto Beppino.

Corre l'anno 1969 quando all'interno del Gruppo Alpini di Roncegno si inizia a parlare di "baita", valutando anche una possibile localizzazione dell'immobile. All'inizio si pensa al "pian delle Pozze", poi ci si orienta verso altri luoghi, considerata l'opportunità di utilizzare quel terreno comunale per altri scopi. La scelta cade su un tratto piano di bosco sopra i "crozi dele Aguane", a 1.420 metri. L'allora capogruppo Luigi Pino Bernardi ne parla in Consiglio comunale e il Sindaco concede il permesso di usufruire del luogo invitando gli alpini a presentare la documentazione opportuna. Il progetto viene steso dallo studio del geometra Giuliano Zottele. Tutto è pronto per iniziare.
La ditta Giovannini Renato e Luigi esegue i lavori di sbancamento e sistemazione del terreno e nel luglio del 1970 il Gruppo Alpini, aiutato anche da diversi amici volontari, inizia l'edificazione vera e propria della baita.
Il Comune di Roncegno mette a disposizione il terreno e fornisce legname e materiale per il tetto.



Per il resto le spese sono a carico delle penne nere. Si lavora di domenica, nei giorni di festa, perché la manovalanza è abbondante e le maestranze specializzate, muratori e carpentieri, sono tutti soci volontari. Complessivamente nella costruzione vengono coinvolte 90-100 persone.
Si lavora bene, tant'è che in undici domeniche, poco più di due mesi e mezzo, dalla scavo delle fondazioni si arriva a completare il tetto.
Prima dell'arrivo dell'inverno anche gli infissi sono al loro posto e la "scatola" è terminata.
Sciolta la neve, nella primavera del 1971 riprendono i lavori. Vengono realizzate le "tramezze", posati i pavimenti, le malte interne ed esterne, sistemata l'entrata, i servizi igienici, l'impianto idrico, il caminetto interno ed esterno, e viene sistemato il piazzale e l'ingresso dalla strada. L'acqua corrente arriva alla baita grazie ad una tubatura aerea che dai "Prai delle Pozze" attraversa il bosco di faggi ed abeti assicurata ad un filo di ferro volante.
Si lavora sodo, ma in un clima di amicizia che rinsalda i legami personali dentro il Gruppo Alpini e tra le famiglie dei volontari. Già, perché anche mogli e fidanzate la domenica salgono alla baita per cucinare i pasti e provvedere alle pulizie. Tanti gli aneddoti di quei mesi. Dalla polenta del "Sèveri Canela" alla "travàia" dell'Ermete "Ziola", alle discussioni su come realizzare questo o quello.

Come la messa a piombo dell'armatura del pilastro esterno - "tiré da na parte che 'l piombo mi" - con il risultato che il pilastro è fuori squadra e la colpa non è di nessuno. Oppure la costruzione del caminetto interno - "Mi sò come farlo perché 'l tìre" - con il commento scorato al termine dell'opera: "Te l'ho dito che così 'l tira masa e no resta 'l caldo". Manodopera "a piovego", quindi, con centinaia di ore di lavoro gratuito, con i volontari impegnati persino nell'organizzare ricevimenti e balli al Salone delle Feste presso il Palace Hotel delle Terme di Roncegno per raccogliere i fondi necessari a pagare gli 11 milioni di lire, equivalenti al costo "vivo" dei materiali utilizzati

Nel corso degli anni ottanta l'attività del gruppo, guidato da "Beppino" Bernardi, si sussegue in modo regolare. Ci sono le adunate, appuntamento a cui le penne nere di Roncegno partecipano sempre con grande entusiasmo. Senza peraltro fare mancare il loro aiuto al paese, collaborando in numerose occasioni con le altre associazioni, le scuole, gli anziani.


Festa con gli anziani 30 settembre 1990


Negli anni la baita alle Pozze viene utilizzata, oltre che a beneficio dei soci, anche per le feste degli anziani, con il coinvolgimento degli ospiti della Casa di riposo di Roncegno, per le escursioni di scolari e bambini delle scuole elementare e materna, dalla Parrocchia dei SS. Pietro e Paolo di Roncegno che all'inizio degli anni Novanta la utilizza per i suoi primi campeggi estivi, dagli studenti di "Praga 2", città gemellata con Roncegno Terme.


Il 12 settembre 1993 è stato commemorato il 60° di fondazione ed anche il 40° dalla rifondazione. Nell’occasione è stato elaborato ed inaugurato un nuovo gagliardetto. La madrina fu la signora Carmela Cipriani vedova Pola. Venne organizzata una festa in pompa magna, a cui parteciparono centinaia di alpini in rappresentanza dei gruppi della Bassa Valsugana e dei paesi limitrofi. Come riporta Mario Pacher in un articolo apparso sull'Adige del 16 settembre, erano una trentina i gagliardetti presenti, con l'ammassamento al Picchio e la sfilata lungo le vie del paese, passando per il Monumento ai caduti per la deposizione di una corona d'alloro e l'intervento del cavalier Luigi Baldessari, presidente della sezione Combattenti e Reduci di Roncegno. Quindi la messa in parrocchiale e la benedizione del gagliardetto. La festa è proseguita nel tendone allestito dietro la chiesa, con gli interventi del capogruppo Bernardi e dell'ex Massarotto, del sindaco Donati, dell'assessore provinciale Degaudenz, del rappresentante della sezione di Trento Sommadossi. Una medaglia è stata donata al socio più anziano, cavalier Umberto Sandonà, classe 1905. A allietare la giornata i canti del coro S.Osvaldo di Roncegno e l'intervento della fanfara degli alpini "Valle dei Laghi".



Benedizione del Gagliardetto 12 settembre 1993




Nel 1996 un gruppo di alpini ha partecipato all' "OPERAZIONE SARDEGNA"


Baldessari Aldo
Balbessari Fabio
Baldessari Mario
Murara Cornelio
Quaiatto Giorgio
Sandonà Bruno
Strobbe Sergio



L' Operazione Sardegna è stata organizzata dalla Sezione di Trento, che consisteva nella ristrutturazione della Casa del mare delle suore della Compagnia delle figlie del Sacro Cuore Evaristiane a Putzu Idu in Sardegna per bambini in difficoltà.
Ed hanno partecipato il 25 ottobre 1997 all'inaugurazione della Casa del mare.






Negli anni '90 va ricordata la costruzione del baito della legna, ma anche le iniziative di amicizia con le trasferte a Cittadella per il 60° di fondazione del Gruppo Alpini e la castagnata ad Oderzo in provincia di Treviso. Anche Roncegno ha inoltre partecipato, nel settembre 1999, alla 159° tappa di Camminaitalia, che è arrivata al rifugio Brentari, in Cima d'Asta. E poi non mancano le gite, come quella a S.Marino nel 1992.
Il 1995 è un anno triste per le penne nere di Roncegno, che si trovano a fare i conti con la scomparsa dello storico capogruppo "Beppino Bernardi". Fino al 1996 le redini del gruppo vengono prese dal vice gruppo Valerio Rover e nel 1996 viene eletto Cornelio Murara.


Nel 2002 al capogruppo Cornelio Murara subentra il giovane Alessandro Bernardi, figlio dell'ex "Beppino". Dal 2006 il gruppo è guidato da Bruno Sandonà.

L'esigenza di un importante intervento di ristrutturazione della baita alpina si avverte a partire dal 2000, quando è evidente la necessità di adeguare la baita alle ultime normative sulla sicurezza, ma anche l'opportunità di dotarla di stanze decorose, servizi igienici adeguati alle esigenze degli ospiti, una cucina funzionale e ripostigli. Fondamentale inoltre l'esigenza di poter riscaldare la baita nei periodi freddi, viste le crescenti richieste di utilizzo anche nei mesi invernali.
Così, fatti e rifatti i conti della spesa, dopo innumerevoli discussioni in seno al Direttivo, si è passati alla fase di progettazione e alla ricerca dei fondi necessari per realizzare i lavori.
Nel 2006, dopo aver interpellato alcune ditte locali, la parte in muratura viene appaltata ad una ditta del luogo. Nel settembre dello stesso anno iniziano lavori. La struttura della baita viene riorganizzata con l'aggiunta di un porticato ad est, viene alzato il sottotetto ed allargata la pianta intervenendo sul retro dell'edificio, in modo da poter ricavare l'angolo cottura, un servizio interno e servizi igienici per disabili al piano terra, servizi con due docce al primo piano, dove viene ampliata anche una stanza. L'importante intervento di ristrutturazione ha portato la superficie complessiva a quasi 70 metri quadrati per piano ed aumentato la capacità ricettiva a 12 posti letto.
Terminati i lavori in muratura ed il completo rifacimento del tetto inizia il lavoro "a piovego" grazie alla disponibilità dei volontari, soci e simpatizzanti del Gruppo Alpini.
In questo modo, lavorando per lo più il sabato e durante i giorni di ferie, si realizzano la coibentazione esterna del piano alto, il marciapiede, l'impianto elettrico e l'impianto idrico (in collaborazione con due ditte specializzate del posto), la posa dei pavimenti, il montaggio degli infissi, l'imbiancatura, scale e ringhiere dei poggioli, il tamponamento della parte alta del portico, il locale caldaia e tanti altri interventi per complessive 3.200 ore di lavoro.
In questa fase partecipano una quarantina di volontari, in gran parte alpini ma anche non soci che prestano gratuitamente la loro opera competente ed esperta. In questo modo si riesce a contenere la spesa totale dell'intervento di ristrutturazione a 185 mila euro.
Fondamentale al riguardo anche il supporto finanziario del Comune di Roncegno Terme e quello della Cassa Rurale di Roncegno Terme. La nuova Baita degli Alpini viene inaugurata domenica 26 luglio 2009.
Va inoltre ricordato che nel 2004 è stato fatto l’ampliamento del piazzale (che misura 750 metri quadrati) e la messa in sicurezza della baita, per via di numerose frane che minacciavano la stessa.
La disponibilità della Baita, come è stato fin dall'inizio, rimane agli Alpini di Roncegno e per gli Alpini, i quali la possono utilizzare per le proprie attività associative ed anche singolarmente, con le famiglie, su prenotazione.




La nuova Baita degli Alpini viene inaugurata domenica 26 luglio 2009.


A partire dagli anni Duemila si consolida l'amicizia con il Gruppo Alpini di Pino Torinese, comune di quasi novemila abitanti tra i comuni di Torino e Chieri. Un amicizia nata quasi per caso. "Uno da Roncegno aveva in affitto li un bar ristorante" spiega Bruno. Ne è nato un gemellaggio simbolico, con i piemontesi saliti per una festa alla baita nel 2000 e negli anni successivi. Nel 2003 i trentini ricambiano la cortesia e vanno in quel di "Pino" per una castagnata che ha coinvolto i comuni della collina di Superga, con i nostri che sono stati ospitati nel monastero dei frati di Superga, tornandoci nel 2004 in occasione dell'inaugurazione del loro monumento e nel 2005 per un'altra castagnata. Sempre nel 2004 le penne nere di Roncegno organizzano ai loro amici una due giorni sulle montagne, con visita al monte Grappa e alla città di Bassano.


In baita con Pino Torinese nel 2000

Ma Pino Torinese non è l'unico gruppo con cui gli alpini di Roncegno hanno stretto amicizia. Anche con le penne nere di Oderzo, in provincia di Treviso, è nato un bel legame, fatto di visite reciproche.





Il 21 maggio 2011, il Gruppo Alpini assiema al Coro S.Osvaldo di Roncegno ha organizzato, presso la Chiesa Parrocchiale di Roncegno Terme, la prima Rassegna Cantalpini Rassegna di Canti degli Alpini che ha visto la partecipazione, oltre a quella del Coro S.Osvaldo, anche quella del coro della Brigata Alpina Tridentina in congedo e del coro della Brigata Alpina Julia Congedati.


I TRE CORI CANTANO IL " TRENTATRE' "

Per l'occasione l'artista locale Fausto Eccher, ha creato un'opera che è diventata il logo di Cantalpini: "La chiesetta di sant'Osvaldo sullo sfondo di un cappello alpino la cui piuma diventa tonalità e voce, il tutto unito dalla corda che rappresenta la forza dell'unione tra il Coro S.Osvaldo ed il Gruppo Alpini a testimonianza del feeling particolare che si è venuto a creare tra le due Associazioni, dettato sicuramente dall'amore verso il proprio Paese e l'attaccamento alle proprie radici.
L'intensità d'animo, ma anche l'alto profilo umano ed artistico che ha distinto questa Rassegna, ha profuso nei Presidenti del Gruppo Alpini Bruno Sandonà, del Coro S.Osvaldo Ivano Zottele e nel gruppo di lavoro, la convinzione di poterne creare un appuntamento fisso ed il notevole successo e gli attestati di stima arrivati dal pubblico fanno ben sperare per la seconda edizione.


Sabato, 26 maggio 2012, nella stupenda cornice della Chiesa Parrocchiale gremita all’ inverosimile di penne nere ed amanti del buon canto, organizzata dal Gruppo Alpini e dal Coro S.Osvaldo di Roncegno Terme si è svolta la seconda edizione del Cantalpini, rassegna di canti degli Alpini che ha visto la partecipazione, oltre a quella del Coro promotore diretto dal Maestro Salvatore La Rosa, anche quella del coro della Brigata Alpina Cadore, diretto dal Maestro Michele segato e del coro Alpino dell’Orobica diretto dal Maestro don Bruno Pontalto.


I TRE CORI CANTANO " SIGNORE DELLE CIME "


La solennità dell’evento è stata l’amplificatore del grande messaggio di pace e di speranza che i tre cori hanno profuso con i loro canti. L’emozione, palpabile durante tutta l’esibizione incentrata peraltro sulla figura dell’Alpino, è riuscita a far vivere i valori fondamentali della vita alpina quali sono la solidarietà, l’altruismo e l’umiltà. Dopo una toccante recita de “La preghiera dell’Alpino”, i cantori   trentini, veneti e lombardi hanno concluso la serata con il “Signore delle Cime”. La festa è continuata poi, con tutti gli intervenuti, nel piazzale dell’oratorio dove gli Alpini sono stati promotori di un apprezzato momento conviviale. La gratitudine e i complimenti del pubblico sono stati la più grande soddisfazione per gli organizzatori.

Il 25 maggio 2013 nel teatro parrocchiale si è svolta la prima edizione di “Aspettando Cantalpini”. Un preludio alla rassegna vera e propria, che si è deciso di organizzare nella chiesa arcipretale con cadenza biennale. La serata ha visto la partecipazione, oltre al coro di casa, del coro “Ana Cittadella” e del Coro Alpini “Monte Orsaro” della Sezione di Parma.

Negli ultimi anni, grazie all'esperienza e disponibilità dei soci più anziani, al ringiovanimento del direttivo e alla voglia di rinnovamento, si sono moltiplicate le opere e manifestazioni a favore dei soci del gruppo, dei bambini della scuola materna ed elementare, anziani della casa di riposo, parroco, suore e per tutta la comunità. Non manca la presenza alle annuali ricorrenze, come la commemorazione della battaglia di S. Osvaldo in Cinquevalli, la festa di S. Maurizio e la commemorazione dei caduti il 4 novembre. Si collabora con i gruppi vicini, con i quali si condividono anche momenti culturali. Ne è esempio la visita a Dachau fatta insieme alle penne nere di Novaledo nel 2003.

In tal senso ecco degli estratti dal diario che gli alpini hanno tenuto negli ultimi 10 anni. Storia del gruppo, ma anche del paese.

2005. Dopo le consuete attività d'inizio anno (assemblea generale, pranzo sociale presso l' albergo Villa Rosa, "N' contra marzo", Corpus Domini e svariate altre attività sociali tra cui la partecipazione alla Ciaspolana in Val di Sella organizzata dagli amici alpini di Borgo) abbiamo partecipato all'Adunata Nazionale a Parma.  Il 21 maggio, come da tre anni a questa parte, abbiamo organizzato delle escursioni per i bambini delle scuole elementari di Marter e Roncegno mostrando loro la bellezza delle nostre montagne. Il 26 maggio, per la prima volta, è poi stata organizzata una giornata in baita anche per i bambini della scuola materna. Il 31 luglio si è svolta la festa alla baita.

2006. Il gruppo ha rinnovato il proprio direttivo. Alessandro Bernardi ha lasciato l'incarico di capogruppo mentre Aldo Montibeller, Carlo Sigismondi, Daniele Zottele, Marco Eccher, Roberto Zanin e Cornelio Murara hanno lasciato il direttivo. La nuova direzione è formata da Bruno Sandonà (capogruppo), Valerio Rover (vice capogruppo), Nicola Gozzer (segretario), Alessandro Bernardi (cassiere), Pietro Campestrin, Gino Cipriani, Enrico Giovannini, Fausto Montibeller, Rinaldo Montibeller, Franz Quaiatto, Giorgio Quaiatto, Gianni Rozza, Marco Zanetello e Mario Zanetello (consiglieri).
Il 31 luglio abbiamo organizzato la consueta Festa Alpina alla nostra baita ed alcuni giorni dopo abbiamo accolto gli ospiti della Casa di Riposo di Roncegno. La settimana successiva, assieme alle altre associazioni del paese, abbiamo partecipato alla neo nata Festa della Polenta per le vie del centro storico. Il giorno dopo, con un folto gruppo di autorità, associazioni combattentistiche d'arma e gruppi alpini venuti dai paesi limitrofi, abbiamo ricordato, con una solenne cerimonia alla chiesetta di S. Osvaldo, le sanguinose battaglie svoltesi nel 1916 durante il primo conflitto mondiale. Abbiamo partecipato anche alle cerimonie di "arrivederci" a don Rodolfo e di "benvenuto" a don Augusto.
Ad ottobre si è svolta nel nostro comune la festa della Castagna, cui noi Alpini abbiamo partecipato con un nostro stand che sfornava deliziosi panini caldi e bevande di ogni genere. Una settimana dopo ci siamo trasferiti in quel di Pino Torinese per organizzare alla comunità piemontese una castagnata in piazza.
A novembre le cerimonie in ricordo dei caduti a Roncegno e Marter, mentre a dicembre come di consueto è stato offerto vin brulè, the e dolci natalizi, alle comunità all'uscita dalle sante Messe della vigilia di Natale.

2007. Anche se impegnati a tempo pieno nei lavori di ristrutturazione della nostra baita , il gruppo non si tira indietro nel portare a termine i vari impegni che gli vengono proposti. In occasione delle riprese del film sulla battaglia di S. Osvaldo, girato nei pressi dell’omonima chiesetta, alcuni alpini anno approntato un rinfresco per tutta la troupe. Dopo anni di degrado, dovuti alla forte umidità, è stata risistemata la cappelletta, in memoria dei nostri caduti e contenente alcuni reperti bellici risalenti ai due conflitti mondiali, situata nel nostro cimitero. Vista l’inagibilità della baita e il periodo di brutto tempo, con grande rammarico non si sono potute svolgere le giornate in montagna con le scuole e la nostra festa di luglio. A giugno abbiamo partecipato alla trasferta di Arzignano (Vicenza) in occasione del raduno triveneto.
A cavallo di giugno e luglio abbiamo partecipato alla festa Patronale di S Pietro e Paolo, in Piazza Montebello.

2008. Il nuovo anno è iniziato con il rinnovo del direttivo, che rimarrà in carica non più due anni ma tre, come da nuovo regolamento nazionale. Le novità al vertice dell’associazione non sono molte: hanno visto lasciare la carica di consigliere e di vice capogruppo due persone da molti anni impegnate in primo piano nelle attività del gruppo: Franz Quaiatto e Valerio Rover. Vice viene nominato Rinaldo Montibeller. Ad agosto abbiamo contribuito per la riuscita della ormai consueta festa della Polenta, distribuendo “lucanica” alla piastra e il nostro “formai della Miliana” (formaggio fritto). A settembre si è svolta la celebrazione della messa in onore del nostro santo protettore S. Maurizio. Ad ottobre la festa della Castagna, a novembre le cerimonie a Roncegno e Marter per la commemorazione dei caduti ed a dicembre abbiamo offerto uno spuntino dopo le messe del 24.

2009. L'anno è segnato dalla fine dei lavori della baita alpina e dalla festa di inaugurazione, ma non solo. A gennaio il pranzo al ristorante La Stazione di Marter, a febbraio la partecipazione a 'Ncontra Marzo con la scuola elementare, a maggio l'adunata a Bassano del Grappa. Quindi a luglio l'appuntamento con la festa in montagna nella neo ristrutturata baita in località Pozze, che ha ospitato anche gli anziani della casa di riposo. Sempre a luglio la partecipazione alla cerimonia di commemorazione dei caduti nella battaglia sulla Zoparina, a Castelnuovo. Ad agosto la festa della Polenta in collaborazione con lo Sci Club Fravort e la messa a San Osvaldo.

2010. Anno sostanzialmente tranquillo, con il gruppo che, dopo l'assemblea ordinaria di gennaio ed il pranzo all'Agritur Montibeller, ha collaborato con associazioni e scuole per i consueti appuntamenti, senza far mancare la propria presenza alle cerimonie ufficiali. Il 30 maggio l'uscita a Oderzo, in provincia di Treviso, per l'inaugurazione della sede del gruppo alpini.


Inaugurazione della Sede degli Alpini di  Oderzo 30-05-2010


2011. Molteplice è stata l'attività del Gruppo nella prima parte di quest'anno. Allo scopo di rendere più funzionale l'utilizzo della baita alle Pozze abbiamo operato all'esterno della stessa realizzando dei depositi per la legna. Abbiamo quindi provveduto a rifornirli di legna utilizzando le piante schiantate dall' abbondante nevicata autunnale presenti nel bosco sovrastante. Abbiamo messo in opera, sempre all'esterno, una nuova griglia per arrostire vivande sul fuoco e sulla brace.
Per quanto riguarda l'adunata, anche un gruppo di alpini in congedo di Roncegno era presente l'8 maggio a Torino per l'84° adunata nazionale delle penne nere. Dei 350 mila alpini che hanno invaso la città, 90 mila hanno partecipato alla lunga sfilata aperta dalla fanfara della Brigata Taurinense. Il messaggio trasmesso dai numerosi striscioni innalzati durante la sfilata era un' esortazione all'unità d'Italia, in sintonia con le celebrazioni del 150° anniversario.
Una rappresentanza ha poi voluto essere presente domenica 5 giugno a Riva del Garda dove si festeggiava l'80 di fondazione del gruppo e all'adunata triveneta che si è svolta domenica 19 giugno a Belluno. Abbiamo inoltre dato il nostro contributo per la buona riuscita della "giornata ecologica" promossa
dall' Amministrazione comunale sabato 4 giugno e il 21 maggio si è svolta la prima riuscitissima rassegna "Cantalpini". L'attività è proseguita con la "Festa alpina" il 24 luglio alla baita, aperta dalla celebrazione della messa a ricordo dei soci defunti quindi il pranzo per i soci e la popolazione, con la partecipazione delle autorità locali e dei rappresentanti dei gruppi dei paesi limitrofi. Infine la commemorazione dei fatti di Sant'Osvaldo domenica 8 agosto. E' infine proseguito l'impegno nel mantenere in ordine il cimitero.

2012. L'annata si è aperta con il tradizionale pranzo sociale ed è proseguita con la partecipazione alla cerimonia in memoria dei Caduti di Nikolajewka tenutasi a Borgo il 26 febbraio. A metà aprile abbiamo festeggiato con gli alpini di Castelnuovo il 50° di fondazione del loro gruppo e il 26 maggio la chiesa parrocchiale ha ospitato la seconda edizione di "Cantalpini". Anche in questo caso è stato un grande successo. Il 7 novembre ci siamo riuniti nell'oratorio parrocchiale per la serata "Ricordando i nostri caduti in Galizia nell'approssimarsi del Centenario della Grande Guerra (1914-1918)".

2013.  In quest'anno è stato rinnovato il consiglio direttivo. Alla guida confermato Bruno Sandonà, vice Giuliano Redolfi, segretario Alessandro Bernardi e cassiere Gino Cipriani. Consiglieri: Ennio Bonato
Enrico Giovannini, Giovanni Rozza, Tarcisio Groff, Marco Zanetello, Nicola Gozzer e Remo Locatelli.
Ad inizio marzo il tradizionale pranzo sociale, questa volta all'albergo ristorante Villa Rosa, e la settimana successiva, il 10 marzo, abbiamo partecipato al 40° di fondazione del Gruppo Alpini  di Gorgo al Monticano -Sezione di Treviso. A maggio l'appuntamento con "Aspettando Cantalpini" e a giugno non abbiamo fatto mancare la nostra presenza per la festa di fine anno scolastico.





TRASFERTA A CAMPOSANTO (MO)

di Roberta Capra


Giornata entusiasmante quella del 20 dicembre per gli Alpini del Gruppo A.N.A. di Roncegno Terme: un venerdì dedicato tutto alla gioia di stare insieme.
Camposanto, un paesino del modenese colpito dal terremoto del 2012 e ancora devastato dalle macerie, è tornato a nuova vita grazie all’iniziativa di due privati, Angelo Vincenzi e Walter Casari, che dopo il successo del primo anno, hanno riproposto questa manifestazione in un perfetto connubio di attività. Ad animare questa giornata numerosi mercatini con prodotti tipici, il suono delle fisarmoniche a festa, un allegro truccabimbi, il vin brulè degli Alpini di San Prospero – Mirandola, altri spettacoli e tanta allegria e voglia di fare. In tutto ciò, anche gli Alpini di Roncegno hanno contribuito a creare quel clima di festa e solidarietà che caratterizza il periodo natalizio: tra calderoni di polenta e ragù e partite a calcio improvvisate con dei pimpanti ragazzi del posto, grandi e piccini si predisponevano al tanto atteso arrivo di Babbo Natale. Un’esperienza che ha regalato a tutti un ricordo indimenticabile, e la sensazione di aver intrecciato nuove preziose amicizie. Così, a fine giornata, la stessa euforia della festa ha accompagnato gli Alpini di Roncegno nel viaggio di ritorno verso casa, con la promessa che quello del 2013 sia solo l’inizio di una bellissima tradizione.


Camposanto (MO)

2014. L'anno è cominciato con due "trasferte", a cui hanno partecipato alcuni nostri soci, nel giro di una settimana insieme al Coro S.Osvaldo. La prima a Cittadella, lo scorso 15 febbraio ed a seguire, il 22, quella a Parma. In entrambe abbiamo assistito a dei concerti molto belli. Tra una e l'altra, precisamente domenica 16 febbraio, si è tenuto il pranzo sociale all'Agritur Montibeller.





85° ANNIVERSARIO DI FONDAZIONE
23-24-25-MAGGIO 2014

di Roberta Capra

Un fine settimana entusiasmante, quello di fine maggio, per gli Alpini di Roncegno Terme. Motivo della festa: un traguardo significativo che verrà sicuramente ricordato con orgoglio, l’85° anniversario di fondazione del Gruppo A.N.A. di Roncegno Terme, costituitosi ufficialmente nel lontano 1929.

Per l’occasione è stato organizzato un tre-giorni-di-eventi che ha avuto inizio venerdì sera, nel Teatro del paese, con un interessante excursus storico presentato dal sig. Giuseppe Ielen, con dettagli di quella parte della Prima Guerra Mondiale che ha coinvolto Roncegno e tutta la Bassa Valsugana. Per non dimenticare una storia che appartiene a tutti noi e che, come insegnano gli Alpini, “è garanzia di futuro”. Serata di apertura dei festeggiamenti iniziata con il doveroso intervento del Capogruppo degli Alpini, Bruno Sandonà, che ha sottolineato come generosità, volontariato e solidarietà siano da sempre i cardini di questa Associazione, “valori di quel codice etico mai scritto, ma profondamente sentito da chiunque abbia prestato servizio militare”. Una serata, quella di venerdì 23 maggio, che ha ripercorso alcuni punti della nostra storia anche attraverso i canti intonati dal Gruppo Vocale Alter Ego, che, costituitosi colonna sonora dell’evento,  ha poi eseguito l’inno degli Alpini, come cappello conclusivo dell’iniziativa. Un rinfresco, reso possibile grazie alla collaborazione di famiglie e simpatizzanti, ha poi dato felice proseguimento ai festeggiamenti con qualche canto improvvisato, tra stuzzichini e qualche buon bicchiere di vino, in un clima di allegria e spensieratezza.



Sabato 24 maggio, la Rassegna corale “Cantalpini” entra nel vivo del fine settimana dedicato all’85° di fondazione. A rendere omaggio alla figura dell’Alpino, tanti canti che lo vedono protagonista. Ospiti di una serata organizzata in collaborazione con il Coro Sant’Osvaldo di Roncegno, il Coro A.N.A. della Sezione di Trento, il Coro Smalp della Scuola Militare Alpina di Aosta e il Coro Voci Dell’Amicizia, costituito da bambini e ragazzi del paese di Roncegno che hanno dato piacevole inizio a questa serata. Tante le penne nere orgogliosamente presenti nella Chiesa Parrocchiale, gremita di gente venuta da ogni dove ad ascoltare una Rassegna giunta quest’anno alla sua 3° edizione, e conclusa con la tradizionale recita della preghiera dell’Alpino e l’esecuzione a cori uniti di un toccante “Signore delle Cime” dedicato a tutti gli Alpini “andati avanti” e del patriottico “Trentatré, valore alpino”. Già entusiasmante di per sé, la serata è poi proseguita con una cena, semplice ma piena di allegria, gentilmente offerta dal Gruppo Alpini di Roncegno presso il tendone appositamente allestito per questa ricorrenza nel piazzale delle Scuole Medie del paese. Solo un forte lavoro di squadra è riuscito a dar vita a questa seconda serata di festeggiamenti che ha saputo trattenere la gente in un clima di fratellanza fino a notte tarda.

La mattina successiva ci porta al cuore della manifestazione. Appuntamento alle 9:00 in Piazza Montebello. I 68 gagliardetti presenti si posizionano ordinatamente come da cerimoniale; gli Alpini del Gruppo di Roncegno  e degli altri Gruppi invitati si dispongono in formazione a fronte cinque; la Fanfara della Sezione A.N.A. di Trento fa il suo trionfale ingresso nella piazza, preceduta dalla musica ritmica dei suoi strumenti e seguita da numerosi bambini, per lo più della Scuola Elementare di Marter, che sventolano, con l’allegria tipica della loro età, delle bandierine tricolore che riempiono d’orgoglio il cuore di tutti gli astanti. Massiccia la presenza della popolazione di Marter e di altri paesi limitrofi, quanto scarsa quella di Roncegno Terme. Arrivano le autorità e la cerimonia per l’85° anniversario di fondazione del Gruppo Alpini di Roncegno ha finalmente inizio. Dopo l’alzabandiera, Don Augusto, il Parroco del paese, procede alla benedizione del Monumento ai Caduti, recentemente ristrutturato. Una corona d’alloro viene depositata per ricordare i numerosi combattenti che hanno dato la vita nelle grandi guerre del secolo scorso. Numerose le autorità intervenute alla cerimonia, e toccanti le parole che ciascuno di loro ha speso per rendere omaggio alla figura dell’Alpino, riconosciuta come esempio da imitare per uno stile di vita fondato su sani principi. In questa soleggiata domenica di fine maggio, inizia così la sfilata per le vie del paese, addobbate a festa con bandiere tricolore e festoni colorati. La benedizione del nuovo gagliardetto avviene nella palestra delle Scuole Medie di Roncegno, fattasi chiesa in questa occasione, prima della celebrazione della Santa Messa da parte di Don Livio che, ragazzo all’epoca dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, ha portato la sua commovente testimonianza, onorato di essere partecipe ai festeggiamenti di questa felice ricorrenza.



Nello stesso tendone della sera precedente, il “rancio alpino” viene preparato per tutta la comunità, sorpresa di trovare a questa manifestazione soltanto pochi degli abitanti di Roncegno, dalla Protezione Civile Nazionale, impeccabile nella sua organizzazione. Il pomeriggio è proseguito con il concerto della Fanfara, in quel clima di affiatamento, che caratterizza tutti ritrovi degli Alpini, come le numerose adunate che instancabili si susseguono di anno in anno, dal quale è facile lasciarsi contagiare.
Al termine di questo intero fine settimana di iniziative, il Gruppo Alpini di Roncegno Terme vuole ringraziare tutte le autorità e i rappresentanti d’arma intervenuti, i Cori, la Croce Rossa Italiana, il Gruppo Sportivo Dilettantistico, l’Oratorio, i Vigili del Fuoco Volontari, la Protezione Civile e tutte le associazioni e i collaboratori che, con il loro silenzioso operato, hanno reso possibile una manifestazione di tale portata.




Gruppo Alpini di Roncegno – Piazza Achille De Giovanni 1- 38050 – Roncegno Terme – (Tn) P.IVA/C.F.90012350220

 
17/03/2017
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